Niger: meglio la carità o il libero mercato?

Prima del colpo di Stato il Niger vendeva l’uranio alla Francia a 80 centesimi di euro al chilo.
Sul mercato viene scambiato a 200 euro/kg.
Questa differenza ha fatto perdere al Niger 54 miliardi di euro all’anno (più di una nostra finanziaria).
Il Niger è infatti uno dei principali fornitori di uranio al mondo e permette di generare l’elettricità di un francese su otto.
Dall’altra parte solo il 14% delle case in Niger ha l’elettricità, motivo per il quale non in tanti si sono accorti della ritorsione della Nigeria che gli ha tagliato l’elettricità dopo il colpo di Stato.

Il Niger seppur molto ricco di risorse si trova ad essere uno dei più poveri al mondo con il 44% dei nigerini che vivono in povertà e con circa 400 mila persone emigrate fuori dal Paese.
Per questo motivo riceve 2 miliardi di dollari l’anno in aiuti. L’Unione Europea ha deciso di interrompere l’invio della sua parte, gli Stati Uniti ancora no.

Ogni tanto viene da pensare che gli aiuti veri a Paesi come il Niger non sono i contributi assistenziali e l’accoglienza di chi vuole fuggire dalla povertà, ma semplicemente il libero mercato che permetterebbe al Niger di ottenere 54 miliardi l’anno al posto dei 2 di assistenza.

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